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da Ghert


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tratto dagli scritti di Ghert


Un uomo, il suo cavallo e il suo cane camminavano lungo una strada.
Mentre passavano vicino a un albero gigantesco, un fulmine li colpì,
uccidendoli all'istante.
Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo
e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali.
A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto
della loro nuova condizione.
Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina,
il sole picchiava forte ed erano sudati e assettati.
A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo,
che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d'oro,
al centro della quale s'innalzava una fontana
da cui sgorgava dell'acqua cristallina.
Il viandante si rivolse all'uomo che sorvegliava l'entrata.
"Buon giorno".
"Buon giorno," rispose il guardiano.
"Che luogo è mai questo, tanto bello?"
"È il cielo."
"Che bello essere arrivato in cielo, abbiamo tanta sete!"
"Puoi entrare e bere a volontà." Il guardiano indicò la fontana.
"Anche il mio cavallo e il mio cane hanno sete".
"Mi dispiace molto, disse il guardiano, ma qui non è permessa l'entrata
agli animali."
L'uomo fu molto deluso: la sua sete era grande,
ma non avrebbe mai bevuto da solo.
Ringraziò il guardiano e proseguì.
Dopo aver camminato a lungo su per la colina,
il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso
era costituito da una vecchia porta,
che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi.
All'ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello;
probabilmente era addormentato.
"Buon giorno," disse il viandante.
L'uomo fece un cenno con il capo.
"Io, il mio cavallo e il mio cane, abbiamo



 
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Valentina R.
non segnalata