Massimiliano Serra
esaltazione di posture
 
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pour l'Art et de Créativité…
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Italia (Italie) 




La mia ricerca artistica
La fotografia per mostrare particolari di statue ora ignorate, ora banalmente impressionate in foto-cartoline. L'uso del teleobiettivo per carpirne i dettagli, la scelta di una prospettiva ricercata per accentuarne le maestosità monumentali, l'esaltazione di posture con un grandangolo per magnificarne le forme. A guisa di catalogazione dell'opera altrui, impressa ed esaltata: arte scultorea per narrare un personaggio o un avvenimento, a sua volta rinarrata attraverso l'impressione fotografica, quasi a voler ravvicinare l´"oggetto-scultura",
penetrarlo e poi appiattirlo su di una stampa digitale di grande formato.
Le mie fotografie vogliono così mettere in galleria ciò che è riservato alle piazze, permettere di portare nelle case e negli spazi espositivi frammenti d'arte che popolano le città: sculture realizzate per narrare violenza o sofferenza, orgoglio o idillio, "trattenute" dalle mie gigantografie e annidate nelle viscere dei marmi e dei bronzi.

Il lavoro della Certosa
Se nei lavori che ho realizzato tra il 2002 e il 2003 nel mio peregrinare tra una città e l'altra alla ricerca di monumenti tal volta "nascosti", tal volta troppo evidenti per essere notati, c'era sicuramente la ricerca di soggetti da ritrarre, andando anche in città sconosciute, nel lavoro della Certosa, ho voluto immergermi in un appetibile fonte monumentale che sapevo per certo mi avrebbe dato un'infinità di situazioni da imprimere. Situazioni che sapevo essere completamente diverse da quelle che si incontrano in città, situazioni contornate dal luogo di culto, ovattate dal silenzio funebre.
Quasi il click della macchina fotografica o il trascinamento della pellicola sembravano violare ora la scultura del piccolo putto "appassito" dalle interperie, penetrato dalla vegetazione, ora il bronzo appena lucidato che ritraeva una giovane coppia sparita di recente in un incidente stradale. Il soldato immobile, freddo e fiero della sua postura, il giovane giocatore di tennis prematuramente scomparso, che posavano nel limbo ovattato della certosa sembravano lì per essere ritratti; è quello che ho fatto.
Ho voluto ritrarre la morte. Respirare la morte. Appollaiarmi su tombe e sepolcri per ricercare uno scatto più d'impatto. Che nessuno me ne voglia ma in quel cimitero, in quei momenti stavo bene. Sapevo che ciò che è tabù per molti veniva da me assimilato, lasciandolo nel silenzio che lo contraddistingue.
Il tema della conservazione della memoria è certamente l'aspetto dominante che mi ha spinto a realizzare questi scatti fotografici, tema che cerca di ripresentare nuove forme degne di meritevole e profonda riflessione.

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