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salle sculpture et design
Italia (Italie)
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Nino Lacagnina vive ed opera in Caltanissetta. Ha partecipato a numerose mostre in sede e nel territorio regionale in occasione delle quali, le sue opere sono state molto apprezzate sia dal pubblico sia dalla critica. La sua maggiore aspirazione è di godere sempre del mondo dell’Arte. |
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critiques et commentaires
| “la scultura di Nino Lacagnina è un’arte che suscita forti emozioni: emozioni di ogni tipo, sentimenti di fortezza, tristezza e di letizia…così, il linguaggio plastico si fa poesia, si fa racconto di se, diventa diario della storia di grandi e sconfinati paesaggi interiori …questo autentico artista ha raggiunto con l’arte un amplesso così profondo e così vero, da renderlo quasi testimone dei misteri sconosciuti del mondo dell’Estetica…” |
Vincenzo Piccione D’Avola critico letterarioe d’arte |
| “Nino Lacagnina non si preoccupa di mantenere un’immagine caratteristica di fronte agli occhi del pubblico…le sue opere sono improntate da una raffinata modellazione e dal senso della loro significazione simbolica… dalla sua arte nascono immagini di desiderio e figure di sogno… a lui è riconosciuta la capacità di avere estratto dalla Storia Dell’Arte un modo nuovo di riutilizzazione dell’argilla e di renderla espressione di un linguaggio tra i più interessanti e originali del nostro tempo” |
Michele Zagarella corrispondente letterario e d’arte |
| Lo scultore Nino Lacagnina ci regala immagini piene di significati e ricordi in una sorta di penetrante dialogo con la natura che si snoda e prende il volo fino a raggiungere un’originale versione poetica. Nel plasmare le sue opere - infatti-è consapevole di realizzare un’azione cosciente del passato e del presente, interrogandosi in continuazione sui luoghi del silenzio e del sublime, segnati dai giorni e dagli attimi, frammisti a ricordi di viaggio in paesi fantastici con culture diverse. Così crea sculture, veri gioielli d’arte, che servono a dare risposte a se stesso, al suo modo di intendere e di vivere, sul come ascoltarsi e fortificarsi, traendo da esse la certezza e originando una dialettica tra rappresentazione ed evocazione, tra sogno e poesia, tra suggestione ed essenzialità. |
Emanuele Zuppardo critico d’arte |
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