Federica Filippi
immediato senso di soddisfazione solare
 
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Italia (Italia) 




Filippi Federica, nata a Torino, risiede attualmente a Milano. Figlia di un valente acquerellista, ha frequentato fin da bambina molti studi pittorici, dove ha appreso varie tecniche. Ha scelto la strada antica del gessetto (si sviluppò verso la fine del sec. XV dall'uso del gesso nel disegno, e raggiunse la perfezione nel sec. XVIII), che le permette di concentrare in un segno deciso e istintivo le emozioni. Ha elaborato nel tempo una personalissima tecnica, con l’utilizzo di vari materiali (gessetto, tempera, pasta piombo) che toglie fragilità alla tecnica usata.

Federica Filippi nei suoi dipinti fa capire che l'arte non è obbligatoriamente l'imitazione della natura. Non ha scelto, infatti, né la strada della riproduzione figurativa, né quella della creazione astratta. Si pone, con particolare interesse e impegno un suo ruolo estetico, se vogliamo anche profondo, più sicuramente nuovo: moderna, ma fa sentire anche l'arte come espressione del sentimento. La sua è anima gioiosa che arricchisce subito lo spirito di chi guarda, perché legata al nostro desiderio di vita felice. C'è un linguaggio nei suoi dipinti? Certo: l'arte moderna ha il dovere di comunicare e di non lasciare nulla di inespresso o di nascosto… Chi conosce Federica sa che in lei non c'è, e non poteva esserci nei suoi disegni e tavole, nulla di nascosto. Le sue fresche, spontanee opere, anche le più semplici in apparenza, traducono la sua anima e danno coraggio e gioia alla nostra, suscita un immediato senso di soddisfazione solare.

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crítica y comentarios

In Federica Filippi ciò che conta è il segno: il segno curvilineo che denota un’inclinazione naturale a rappresentare il mondo femminile, in cui spesso morbidezza ed eleganza si sommano in composizioni danzanti.
Si pone, con particolare interesse e impegno un suo ruolo estetico, se vogliamo anche profondo, più sicuramente nuovo: moderna, ma fa sentire anche l’arte come espressione del sentimento.
La sua è anima gioiosa che arricchisce subito lo spirito di chi guarda, perché legata al nostro desiderio di vita felice.
Le sue fresche, spontanee opere, anche le più semplici in apparenza, traducono la sua anima e danno coraggio e gioia alla nostra.
L’oro del sole e il blu dell’oceano. Nel mezzo il rosso del fuoco, della passione. Fossero anche tre pennellate immobili su una tela tutta nera darebbero ugualmente ai sensi l’idea di un movimento frenetico, scaverebbero nell’inconscio toccandone tutte le corde, esplorandone i più reconditi anfratti, ogni cavità sia pure angusta e remota.
Poi il pennello si anima e proietta i sentimenti dell’artista fuori dalla scatola nera della sua anima, mostrandolo per quello che è, umiliando i contorni della propria apparenza, cancellandone la fisicità e consegnando al mondo l’essenza del suo essere. La tela diventa uno specchio e scava dentro, componendo i tasselli del puzzle in una nuova istantanea capace di congelare quell’attimo di autocoscienza in grado di isolare il suono puro dell’Io dall’incessante rumore di fondo della vita.
E’ adesso, e per sempre, che quell’oro, quel rosso e quel blu portano a compimento il loro arduo lavoro di “scanning” dell’anima e, riaffiorando in superficie, proiettano al di fuori quel repentino lampo di conoscenza assoluta, quel timido barlume che a volte crediamo di afferrare e troppo spesso non sappiamo bloccare.
Se l'anima potesse davvero esprimere se stessa attraverso le mani, o gli occhi, o la bocca, che senso avrebbe varcare la soglia della fisicità ed ubriacarsi d'amore fino a sentirsi parte di un'altra anima, quella che fino ad un istante prima era altro da te?
Chiediti ora cosa sia l’amore nella sua essenza più pura e fermati a contemplare gli “Amanti”. E’ probabile che dentro di te tu possa scovare una “copia conforme” dell’opera e quell’istantanea ravviverà di colpo le tracce di un momento. Quell’attimo, vissuto almeno una volta nella vita, in cui l’amore, il sesso, la passione si fondono tra loro in un vortice di colori, di suoni e di profumi riscattandoti dalla mediocrità dell’esistenza e proiettandoti nell’infinito, in un non luogo in cui l’abisso e la vetta coincidono, in cui il dentro ed il fuori non rappresentano più che un lontano ricordo della quotidianità.
Questa è l’opera di Federica Filippi, un percorso attraverso la vita e gli oggetti di ogni giorno lastricato di frequenti e luminose esplosioni introspettive verso l’universo. Un viaggio che, partendo dal quotidiano, dai non visi rubati tra la “Folla”, dalle non emozioni e dal non movimento della vita di ogni giorno, sa condurti fino al turbine della passione fisica e intellettuale, fino a quell’attimo in cui la prigione del corpo apre le sue porte all’infinito

Claudio Gagliardini